Tre giorni e due notti interamente senza dispositivi, in una struttura scelta per questo, con uno psicologo nello staff, un programma pieno e un piano di rientro personale costruito nell’ultima sessione. È l’esperienza più profonda del metodo: non un corso, ma tre giorni in cui lo spazio lasciato libero dallo schermo si riempie di cose vere.
Tre giorni, due notti
Primo giorno · Arrivo e consegna. Si arriva, si sceglie la stanza, si apre il Kit Immersione Analogica. Poi il momento che tutti ricordano: la consegna dei dispositivi, con una piccola cerimonia che segna l’inizio. Il primo cerchio di condivisione serve a conoscersi, la cena è preparata con ingredienti del posto, e la serata si chiude con la prima sessione di training autogeno guidata dallo psicologo, prima di una notte senza notifiche.
Secondo giorno · La giornata piena. Ci si sveglia con la luce, non con lo schermo: stretching dolce o un momento di respiro all’aperto, poi la mattina si passa fuori, scegliendo dal menu delle attività del luogo, che sia un sentiero, un apiario o una bottega. Nel pomeriggio il laboratorio «Immagine Consapevole» (esplorazione visiva guidata con un set di immagini originali) e un workshop per portare a casa quello che si sta vivendo. La sera intorno al fuoco: racconti, strumenti acustici, nessuno che controlla il telefono.
Terzo giorno · Il rientro. Un’ultima mattina lenta, il cerchio di chiusura con lo psicologo, la sessione conclusiva di «Immagine Consapevole» e il piano di rientro personale: poche scelte concrete, scritte a mano. Poi la riconsegna dei dispositivi, guidata e graduale, perché anche riaccendere il telefono si può fare in modo diverso.
Lo svolgimento è una traccia tipo e si adatta al gruppo, alla stagione e alla struttura. Prima della partenza ogni partecipante compila un test iniziale anonimo: allo staff arriva il profilo del gruppo, mai quello dei singoli, e su quello vengono calibrati cerchi di condivisione e sessioni. Per tutta la durata i dispositivi restano in custodia sicura. Un numero di emergenza della struttura, presidiato dallo staff, è comunicato prima della partenza a chi resta a casa: chi partecipa è disconnesso, il mondo esterno ha comunque un canale.
Cosa si può fare
Ogni Esperienza Unplugged prende la forma del luogo che la ospita e della stagione in cui si svolge. Le attività si scelgono insieme a chi la organizza e sono affidate a professionisti qualificati: guide, apicoltori, produttori, istruttori, artigiani.
Camminare e scoprire. Passeggiate esplorative e camminate lente nel bosco, sentieri con una guida che racconta il territorio, orientamento con mappa e bussola, birdwatching, escursioni in bicicletta, passeggiate con gli asini.
Fare con le mani. Corsi di apicoltura e smielatura, riconoscimento delle erbe spontanee e delle piante officinali, laboratori nell’orto, cucina tutti insieme, pane e pasta fatti a mano, ceramica, intreccio, costruzione e volo degli aquiloni, fotografia a pellicola.
I sapori del territorio. Visite con degustazione in luoghi della tradizione: frantoi, caseifici, forni a legna, mieli, cantine dove l’età dei partecipanti lo consente. Raccolte di stagione, dalla vendemmia alle olive alle castagne.
Corpo e respiro. Ginnastica posturale, stretching dolce, pratiche di respirazione e consapevolezza, training autogeno con lo psicologo, risvegli all’aperto.
La sera. Il cerchio intorno al fuoco, i giochi in legno, la lettura e la scrittura, la musica suonata dal vivo, il cielo stellato osservato senza nessuna app che dica cosa si sta guardando.
Un ritiro, tre modi di viverlo
Con la tua azienda. Formazione esperienziale senza la parte noiosa: niente aula, niente slide, niente test nel mezzo. Un ritiro riservato al vostro team, nei giorni feriali dal mercoledì al venerdì, in gruppi da 6 a 12 persone; per gruppi più ampi si progetta un dispositivo dedicato. Prima: un briefing con l’organizzazione e il test iniziale anonimo. Durante: lo svolgimento tipo più il laboratorio «Confini digitali di squadra», che trasforma l’esperienza in accordi di lavoro concreti su reperibilità, messaggi fuori orario e riunioni. Dopo: un’autovalutazione a fine ritiro e una a trenta giorni, e una relazione finale sull’attività svolta, con dati solo aggregati e anonimi. Il ritiro si acquista da solo, in qualsiasi momento. Chi partecipa può portare con sé un accompagnatore adulto, che vive il lato esperienziale del ritiro e resta fuori dai momenti di lavoro riservati al team. Chi ha vissuto il ritiro con la propria azienda trova condizioni dedicate per tornare a viverlo con la propria famiglia.
Richiedi una call per la tua organizzazione
Da solo o in coppia. Non serve arrivare con un gruppo: lasci il tuo contatto nella lista di interesse e, quando le richieste raggiungono il numero minimo, ti proponiamo una data. Stesso svolgimento, stesso staff, un gruppo di persone che hanno scelto la stessa cosa: tre giorni di distanza dai propri automatismi.
Entra nella lista di interesse
Con la tua famiglia, o con più famiglie insieme. Una o più famiglie, anche con amici, attivano un ritiro riservato sulla data che preferiscono; il nucleo singolo può unirsi alla lista di interesse per un ritiro con altre famiglie. I minori partecipano dagli 8 anni in su, sempre all’interno del proprio nucleo e con un genitore presente; le attività sono differenziate per fasce d’età, nei contenuti e nella pratica. È il prolungamento naturale di «Unplugged in Famiglia»: non vietare, costruire alternative, e per una volta farlo tutti insieme, nello stesso posto, senza schermi.
Organizza un ritiro per la tua famiglia
Uno staff professionale
Le sessioni psicologiche di gruppo, il training autogeno e i colloqui individuali su richiesta sono condotti da uno psicologo iscritto all’albo. Le pratiche di consapevolezza e respirazione sono guidate da un conduttore dedicato. I laboratori sul metodo sono tenuti da chi il metodo lo ha scritto. Le attività all’aperto sono affidate a professionisti qualificati. Nelle edizioni con famiglie, le attività per i minori sono progettate e validate con lo psicologo.
Il Kit Immersione Analogica, e quello che resta dopo
Ogni partecipante riceve all’arrivo il Kit Immersione Analogica: giochi in legno, materiale per scrivere e disegnare, una sveglia analogica e una serie di oggetti pensati per sostituire le funzioni che di solito deleghiamo al telefono. Ogni oggetto ha un posto preciso nella giornata a casa: la sveglia in camera, i giochi sul tavolo del soggiorno, il diario per la sera. Il kit si usa liberamente durante il ritiro e resta di proprietà di chi partecipa. L’esperienza è documentata in fotografia analogica, con il consenso scritto di ciascuno, e le stampe arrivano a casa nelle settimane successive. A trenta giorni dal rientro, un questionario e una sessione online di gruppo chiudono il cerchio.
L’esperienza che avrei voluto avere
«Il metodo è nato da un’esperienza che ho fatto su di me: una disconnessione totale, vissuta però dentro la mia vita di tutti i giorni, senza una struttura intorno e senza nessuno che mi accompagnasse. Per me è stata un giro di boa. Il ritiro è l’esperienza che avrei voluto avere allora: lo stesso passaggio, ma con uno psicologo a disposizione, attività pensate apposta e un ambiente costruito per questo. Posso raccontare cosa ci ho trovato io.» Remo Angeloni